Detrazioni Rifacimento Tetto al 50%: Guida 2025

1 Ottobre 2025
Detrazioni Rifacimento Tetto al 50%, Guida 2025
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Le aziende italiane che intendono usufruire delle detrazioni per il rifacimento del tetto di capannoni o immobili industriali possono optare per diverse soluzioni, tutte però circoscritte a determinate casistiche e condizioni.

Quando si pensa alla detrazione “classica” al 50% per questo tipo di interventi, viene subito in mente il Bonus Ristrutturazioni (ora al 36% per tutte le abitazioni non principali), che però è destinato solo agli immobili a scopo residenziale, con alcune eccezioni specifiche che vediamo di seguito.

Ecco come e quando le imprese possono beneficiare delle detrazioni per il rifacimento del tetto di immobili industriali nel 2025.

 

Detrazioni rifacimento tetto “ordinarie”: applicabilità limitata

Il Bonus Ristrutturazioni agevola in particolare i lavori finalizzati al recupero del patrimonio edilizio, ed è disciplinato dall’art. 16-bis del TUIR.

Per il 2025 la Legge di Bilancio conferma la possibilità di fruire della detrazione, ma la percentuale che in passato è stata del 50%, si riduce per tutti al 36% (con eccezione delle abitazioni principali, che restano al 50%).

Nel 2026 e nel 2027, l’incentivo sarà ridotto ulteriormente: 36% solo per le abitazioni principali, 30% per tutte le altre abitazioni.

Si tratta però di una misura nata per gli immobili a uso abitativo, solo per soggetti IRPEF, che quindi non è fruibile per le unità strumentali all’attività d’impresa.

Sempre per i lavori negli immobili a scopo residenziale, tuttavia, rientrano tra i soggetti che possono beneficiare dell’incentivo anche:

  • Soci di cooperative a proprietà divisa e indivisa;
  • Imprenditori individuali;
  • Soggetti che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice ed equiparati, imprese familiari).

Le aziende in sé possono accedere alla detrazione solo in casi particolari (ad esempio per immobili ad uso promiscuo o per porzioni residenziali del complesso), previo attento esame da parte di un consulente fiscale e con una chiara separazione dei costi.

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Sismabonus al 36%: anche per immobili industriali

Diversa e ben più rilevante nel caso delle imprese è la disciplina del Sismabonus, che si applica anche agli immobili produttivi, situati però nelle zone sismiche 1, 2 e 3.

La norma di riferimento (art. 16, commi 1-bis e seguenti del DL n. 63/2013) consentiva fino al 2024 detrazioni dal 50% all’85% per i lavori di messa in sicurezza degli edifici dal rischio sismico, che potevano includere anche il rifacimento del tetto.

Ad oggi, per le spese sostenute nel 2025, il Sismabonus è stato adeguato al Bonus Ristrutturazioni, e prevede anche questo una detrazione al 36% (50% solo per le abitazioni principali) per tutti gli interventi, senza distinzione.

Nel 2026 e nel 2027, l’incentivo sarà ridotto ulteriormente: 36% solo per le abitazioni principali, 30% per tutti gli altri immobili abitativi e strumentali.

Il tetto di spesa agevolabile è di 96.000 euro per unità immobiliare, con ripartizione, a partire dall’anno di imposta 2024, in 10 quote annuali di pari importo per 10 anni (prima erano 5 quote in 5 anni).

L’agevolazione si rivolge ai contribuenti soggetti sia ad IRPEF che a IRES, e gli interventi possono essere realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per le attività produttive, a patto però che siano situati nelle Zone sismiche 1, 2 o 3.

Gli immobili industriali o abitativi che si trovano in Zona 4 (a basso rischio sismico) – come quelli situati in Sardegna, che è interamente in Zona 4 – non possono accedere all’incentivo.

Per un’azienda che voglia usufruire delle detrazioni per il rifacimento del tetto, quindi, il Sismabonus rappresenta la via principale e concretamente utilizzabile in riferimento a capannoni e immobili industriali.

 

Altre agevolazioni: Ecobonus ed incentivi regionali

Oltre al Sismabonus, le imprese possono valutare anche ulteriori incentivi e detrazioni per il rifacimento del tetto industriale, come:

  • Ecobonus, quando l’intervento comprende interventi di isolamento termico o coibentazione che migliorino l’efficienza energetica. Le aliquote dal 2025, anche in questo caso, sono ridotte al 36% (50% solo per abitazioni principali);
  • Bandi regionali o provinciali, che talvolta finanziano opere di bonifica dall’amianto, realizzazione di tetti verdi o interventi di efficienza energetica, come l’installazione del fotovoltaico, con contributi a fondo perduto o crediti d’imposta.

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